21
lug
2015
9

Piccole regole infrangibili.

Port’Ercole, ore 14.15.

Una bambina si siede accanto a me sul pontile e inzuppa la punta del piede   nell’ acqua con espressione bramosa.

“Non fai il bagno?” le chiedo.

“Non posso, ho appena mangiato, devo aspettare tre ore.”

Ho pensato subito che tre ore erano troppe, un lasso di tempo irragionevole, non avrebbe mai aspettato così tanto. Alla fine avrebbero ceduto e gliene avrebbero abbonata una, come minimo.

E ho pensato che era bella la vita, quando era fatta di piccole regole semplici, all’apparenza infrangibili, ma dai contorni mobili.

I regali che a Natale andavano aperti alla mezzanotte, che poi diventavano le undici e mezza se ero stanca, l’eccitazione era troppa, e di aspettare proprio non ne potevo più. A letto alle nove, ma poi mi nascondevo goffamente dietro la porta del salotto per guardare la fine del film, papà mi vedeva e mi faceva segno di rientrare, mi sistemava sulle sue ginocchia e me ne faceva vedere un altro pezzetto, finché non mi addormentavo lì e a letto mi ci portava lui in spalla. Finisci tutto quello che hai nel piatto, ma poi se non ce la facevo, appena papà era distratto mamma ne raccattava una forchettata e se la metteva in bocca facendomi l’occhiolino.

E non è passata neppure un’ora, che la bambina mi è schizzata davanti in rincorsa, tronfia, sorriso sdentato e si è buttata a bomba bagnando tutti gli astanti.

Ha vinto lei.

Hanno vinto le piccole regole infrangibili dai contorni mobili che ci hanno reso quelli che siamo.

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4 Responses

    1. sara

      Grazie mille Carlo. Hai ragione, intendo scrivere più spesso, a volte la tentazione sarebbe mollare tutto e fare solo questo. Sto chiudendo il dottorato, da settembre avrò senz’altro più tempo e ti prometto più post!

  1. Ines

    Che gradevole sorpresa conoscere questo blog. Anche a me piacerebbe leggere più spesso articoli così belli. Complimenti Sara!

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