21
nov
2017
2

Of Women, Brexit and Broken Marriages.

La prima volta che ho visto Charlotte Leslie, che nella foto ride con me, era l’estate dello scorso anno e in Inghilterra aveva appena vinto la Brexit. Lei era la relatrice principale ad una conferenza su “le ragioni dell’uscita.” C’era tutta l’Italia “progressista” che conta, e tutti erano indignati e increduli per la Brexit, naturalmente. Charlotte all’epoca era una rappresentante del partito conservatore britannico in parlamento, e aveva votato a favore della Brexit.

“Perché?” le ha chiesto il moderatore alla conferenza. E lei ha risposto che quando due persone sono sposate da tempo, e una delle due non è contenta, e continua a dire all’altra “Non sono contenta, fermati un momento, ascoltami, parliamone; questa cosa non mi rende felice, io non so quanto resisto ancora”, e l’altra continua a fare come niente fosse, reiterando gli stessi atteggiamenti, incurante. Il tempo passa, lei lo ripete ancora una volta, due; finché ad un certo punto si stanca, e decide di rompere. Se ne va. E di solito chi viene lasciato resta stupito, non se l’aspettava, che lei davvero se ne sarebbe andata.

Ecco, io sulla Brexit non sono d’accordo, e non sono sicura che il paragone regga del tutto, per tutta una serie di ragioni che non sto qui a spiegare, perché se ne è parlato fino alla nausea. Di certo io l’Inghilterra, negli anni in cui mi ha fatto da casa, avevo imparato ad amarla, con i suoi pub le sue colazioni la sua pioggerellina i suoi fagioli dolci il suo riserbo i libri usurati il gabinetto nella stanza separata la sua garbata eccentricità quello strano modo di essere moderna eppure irrimediabilmente fuori dal tempo. E quindi ci sono rimasta male, a scoprire che ci lasciava. Però, anche se non eravamo d’accordo, Charlotte mi era piaciuta perché in quel mare di affettazione e luoghi comuni, i suoi occhi sorridevano ed erano sinceri.

A poco più di un anno di distanza, il mese scorso per la precisione, ad un seminario in Spagna ho incontrato di nuovo Charlotte, e allo stesso seminario c’era anche Lupe. Le foto le ha scattate lei, Lupe. Lupe è una fotografa spagnola, ma in realtà non è soltanto una fotografa, è molto di più. E’ un sacco di altre cose insieme, così tante che non so neppure se lei lo sappia, quanto cose è.

Io ero in un momento un po’ complicato. Mi sembrava di aver perso per strada i miei sogni. Non mi ricordavo più dove volevo andare esattamente, quando ero partita. E così ero lì, in attesa, da un po’. E in una nottata piena di luna e di musica e di parole e di silenzi e di vino spagnolo, queste due donne mi hanno fatto vedere che il mio sogno, in realtà, è ancora lì, è sempre stato lì. Mi ero solo distratta un momento.

In quella stessa notte, in cui abbiamo cantato e suonato e ballato insieme, io e Lupe glielo abbiamo detto alla fine, a Charlotte: “We loved you so much guys” le abbiamo detto “why did you leave us?”. La risposta non me la ricordo. Però abbiamo continuato a chiacchierare e ridere sedute sul marciapiede fino all’alba. E non lo so se Charlotte si è pentita del suo voto, e non lo so se tornando indietro farebbe la stessa cosa, se voterebbe ancora per la Brexit.

Però ho pensato che sarebbe bello se i vertici politici si potessero fare così. Ballando, cantando e aspettando l’alba. Ritrovando i sogni perduti per strada. Riscoprendosi umani, e ripartendo da lì.

 

 

You may also like

Of Women, Brexit and Broken Marriages.

Leave a Reply