19
mag
2014
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Le meraviglie del dibattito pubblico Italiano.

Stamattina, durante il classico rituale mattutino di pigra consultazione dei vari quotidiani on-line, sono stata letteralmente travolta da un fuoco incrociato che vedeva come protagonista Selvaggia Lucarelli (opinion leader de’ noantri) che  dava della rosicona alla giornalista Elisabetta Ambrosi, la quale sul Fatto Quotidiano ‘criticava’ il suo libro ricorrendo ad una prosa animata in cui, addirittura, dava voce alle tette della Lucarelli.

Dall’altro lato, sempre la Lucarelli, gridava all’inutilità della petizione per cancellare un programma in cui Belèn da consigli a giovani adolescenti racchie/insicure su come vestirsi/comportarsi per conquistare il ragazzo dei loro sogni; perché di fatto il programma danneggerebbe solo Belèn palesandone la demenza, beccandosi ovviamente un ‘rosicona’ da parte dei fan di Bèlen.

Corollario, un post di Gad Lerner (in persona) contenente una riflessione sull’utilizzo inflazionato del termine rosicone da parte di una ‘determinata categoria di persone’, guadagnandosi l’ostilità dei fan della Lucarelli.

Le mie considerazioni, a questo punto, sono le seguenti:

1) Elisabetta Ambrosi, sei una giornalista e dottore in filosofia: ma perché ti sei letta il libro della Lucarelli, che tra l’altro apprendo avere una mole di ben 560 pagine?

2) Ragazze, al di là della petizione e di eventuali e scontate riflessioni sugli stereotipi e il sessismo che connotano la trasmissione, vi svelo un segreto: Belèn non ha successo con i ragazzi perché ha capito qualcosa della vita che, generosamente, attraverso il suo format ha deciso di condividere con voi; bensì perché è figa (ma tanto figa, non in modo normale).

3) Gad Lerner: ma tu che cosa ci fai in mezzo a questa polemica?

4) I “fan” della Lucarelli e di Belèn che si scagliano contro chiunque osi contestarne il verbo sono fantastici. A grandi!

 

belengadlernerLucarelli

 

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