22
set
2016
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La mia lettera aperta alla Ministra Beatrice Lorenzin

Cara Beatrice,

Ti scrivo per farti una proposta. Non mi piace scadere nella polemica sterile (!!!) inoltre, non credo ci sia bisogno di sottolineare ulteriormente l’anacronismo becero, oltre che fallimentare e controproducente, della campagna per la fertilità indetta dal tuo Ministero, dal momento che te l’hanno fatto notare tutti, davvero tutti. Anzi, di una cosa ti ringrazio, lo sconcerto trasversale  per la tua campagna, mi ha permesso di ricomporre antichi dissidi e di trovare un punto di incontro, per la prima volta nella mia vita, con persone con cui mai avrei pensato di trovarmi d’accordo su qualcosa. Di questo, grazie.

Insomma, questa campagna è un obbrobrio Beatrice. Non te lo devo dire io. Lo è da tutti i punti di vista: della comunicazione, del messaggio sotteso, del modello proposto, dell’intento e anche del tempismo. Questa campagna fa schifo, ecco. Faceva schifo alla prima, e fa schifo nella sua nuova riformulazione. Se possibile fa ancora più schifo, poiché si macchia di reiterazione.

Venendo a noi, la tua nomina a Ministro della salute mi ha sempre dato da pensare. E’ una di quelle cose che non riuscii a comprendere del governo Letta (pace all’anima sua), e ancor meno compresi la tua riconferma da parte del Renzi rottamatore, spazio al merito eccetera, eccetera. In tempo di fuga dei cervelli -con tutti quei laureati e pluri-specializzati in medicina, che non è detto che fossero interessati a un posto da ministro ma chiedere non costava nulla, in fondo. Ma loro niente, nominano la Lorenzin, che leggo sulla sua bio essere  “diplomata alla  maturità classica” e poi “avvicinatasi  alla politica aderendo al movimento giovanile di Forza Italia nel 1996.” Per carità, il liceo classico apre la mente, lo sappiamo tutti, ti da quella flessibilità che altri licei non ti danno, che anche se il latino e il greco sono lingue morte, però ti insegnano “un certo modo di ragionare”. Ecco, sull’avvicinamento alla politica aderendo a  Forza Italia ho le mie riserve, le avevo allora, ne ho ancora di più oggi visti gli esiti, ma non è compito mio sindacare su come un giovane decida di avvicinarsi alla politica quindi per carità, a ognuno il suo.

Ma non voglio rubarti altro tempo quindi vengo al sodo: ho trent’anni, secondo i criteri italiani sono ancora più o meno giovane. Ho un Phd, al momento sono free lance in vari settori, dalla politica al giornalismo, all’università, e avere figli non è che mi interessi molto, per adesso. Diciamo che non ci ho mai pensato ancora, quindi non mi sono neppure posta il problema se io sia fertile o meno.

Quindi, insomma, niente figli in programma, per ora. Però non mi dispiacerebbe fare il Ministro della salute. Diciamo che non è il mio campo, e dovrei studiare un po’, però ho fatto anche io il liceo classico quindi quella flessibilità mentale ce l’ho, ecco. Visto che tu, almeno stando ai giornali, hai due gemelli, immagino tu non abbia problemi di fertilità, però mi sembra che risollevare  il tasso di natalità in Italia ti stia parecchio a cuore, e dato che i figli richiedono tanto tempo ed energie, ecco la mia proposta: perché tu non fai un altro paio di figli, e io  faccio il Ministro della salute?

Non devi decidere subito, mi rendo conto che si tratti di decisioni importanti, però io te l’ho buttata lì.

Pensaci,

Sara

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